migrazione delle rondini

 DECINE DI MILIONI DI UCCELLI IN MOVIMENTO VERSO L’EUROPA. SARANNO PIU’ DI 16 MILIONI LE COPPIE DI RONDINI CHE NIDIFICHERANNO, DI CUI 500MILA/1 MILIONE IN ITALIA

Oltre 16 milioni di coppie di rondini, suddivise in enormi stormi provenienti dall’Africa, si preparano a nidificare in Europa, dopo un viaggio migratorio lungo fino a 11mila chilometri durante il quale percorrono fino a 322 chilometri al giorno. Lo annuncia la LIPU (Lega italiana protezione uccelli) che accoglierà nelle proprie Oasi e riserve gli uccelli migratori lunedi 24 marzo in occasione dell’evento di pasquetta “Festeggiando la primavera”, nell’ambito del progetto di educazione ambientale internazionale messo a punto da BirdLife International (LIPU in Italia) e denominato “Spring Alive”.

In generale, in Italia, sono presenti 357 specie migratrici e 248 nidificanti, mentre le specie che passano soltanto l’inverno nel nostro Paese (svernanti) sono 295 e quelle stanziali o sedentarie 143. Le più importanti specie in migrazione primaverile, oltre alla Rondine, sono il Falco pecchiaiolo, il Biancone, la Quaglia e il Cuculo.

Considerando le quattro specie simbolo della primavera scelte dalla LIPU per l’evento di Pasquetta nelle Oasi e Riserve, ossia la Rondine, il Cuculo, il Rondone e la Cicogna bianca, tutti provenienti dall’Africa, saranno oltre 27 milioni le coppie di uccelli che nel vecchio continente si apprestano a costruire il nido e allevare i piccoli: ai 16 milioni di coppie di rondini si aggiungono oltre 4 milioni di coppie di Cuculo, oltre 7 milioni di coppie di rondoni e circa 100mila coppie di Cicogna bianca. Quest’utima giunge in Europa attraverso due rotte: quella che dall’Africa dell’Est o dal Sudafrica la porta – attraverso il Nilo – in Medio Oriente e poi in Turchia; l’altra che dall’Africa del Nord la porta in Europa occidentale attraverso lo Stretto di Gibilterra.

LA RONDINE – In Italia le coppie di rondini nidificanti sono tra le 500mila e il milione, sparse un po’ su tutto il territorio nazionale. Quest’anno le prime decine di individui sono state avvistate in Italia, nell’ambito del progetto di BirdLife International/LIPU “Spring Alive” già dai primi di marzo, con qualche giorno di anticipo, dato che le rondini sono attese dalla metà di marzo in poi. La specie è facilmente riconoscibile per la biforcazione della coda e la gola rossa. “Secondo i risultati dei progetti scientifici di inanellamento effettuati nel corso degli anni- spiega Marco Gustin, Responsabile Specie e ricerca LIPU – gran parte delle rondini nidificanti in Italia provengono dai dormitori della Nigeria, in particolare da quello di Ebbaken, mentre le rondini dirette in Scandinavia e nell’Europa del Nord provengono dal Sudafrica. A differenza di molti altri passeriformi, le rondini sono migratori diurni e viaggiano a livello del suolo sfiorando il terreno. Viaggiano alla velocità massima di 32 chilometri orari e possono percorrere fino a 322 chilometri al giorno. Nel periodo 1970-1990 a Rondine ha subìto un drastico calo di popolazione (-40%) a causa dell’intensificazione dell’agricoltura (che ha eliminato per esempio fossi e siepi, dove la Rondine trova gli insetti di cui si nutre), dell’uso di pesticidi, della ristrutturazione degli edifici rurali (stalle in particolare) e della desertificazione nei siti di svernamento in Africa. “Il declino in Europa – prosegue Gustin – è proseguito anche nel decennio successivo 1990-2000, con tendenze all’aumento solo in Inghilterra e Svezia e calo invece in molti altri Paesi come Francia, Germania, Svizzera, Austria, Repubblica ceca, Slovacchia, Albania, Grecia e Jugoslavia”. L’ habitat preferito dalla Rondine è costituito dalla campagna aperta e coltivata con fattorie, praterie e laghetti. Il nido è realizzato in fango e paglia, e viene posizionato sotto le grondaie o sui bordi delle stalle, dei letamai e, localmente, di camini. La LIPU conduce da anni una campagna di sensibilizzazione sulla Rondine, sia a livello di agricoltori che di popolazione, ma anche attraverso battaglie di lobby a livello di Unione europea per ottenere un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente. LIPU ha anche intrapreso un’azione di tutela dei dormitori di questa specie quali per esempio quelli di Colfiorito, del Lago di Lesina e del Lago di Varese.

LA MIGRAZIONE: CURIOSITA’. Solo un quarto delle specie migratrici europee volano prevalentemente di giorno, mentre tre quarti vola (almeno una parte della distanza) di notte, a un’altezza che va per i passeriformi da qualche centinaio di metri fino a 2 mila metri (7mila l’altezza massima toccata), mentre i caradriformi (come i pivieri, i gabbiani e i limicoli) viaggiano tra i 2mila e i 4mila metri. Di notte volano preferibilmente anche beccafichi, tordi e quaglie, mentre di giorno lo storno, la rondine, il fringuello, i rapaci e le cicogne.

Nel mondo il record della migrazione più lunga è detenuto dalla Sterna codalunga o artica, che nidifica lungo le coste europee e americane e migra, attraverso il circolo polare antartico, dalla parte opposta della terra percorrendo tra andata e ritorno 30mila chilometri. Alcune curiosità: se il tempo è buono, gli uccelli possono oltrepassare il Mar baltico e il Mar Mediterraneo a notevoli altitudini in meno di 20 ore. Nel mondo, i falaropi di Wilson volano dalla California al Cile senza fermarsi per 7mila chilometri, mentre in autunno i piovanelli maggiori, le pittime reali, le pittime minori e i pivieri orientali volano dalla Nuova Zelanda alla Cina coprendo 7.500 chilometri in sole 100 ore.

 

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