Dal governo una legge su misura per la Philip Morris?

Dal governo una legge su misura per la Philip Morris?.

dal garda alla val di fiemme

tutto e partito dal fatto che mia moglie voleva accompagnare mia suocera al suo paese di origine , prabocolo un maso sopra carano, un paesino sopra cavalese!

ho approfittato di una settimana di ferie per fare un giretto alle terme, che a me piacciono molto, e sulla strada ci sono le terme di catullo a sirmione , sul garda , due giorni di relax .

avendo ancora un poco poco di tempo, un giretto sul monte baldo, che rimane sulla strada anche lui,non potevamo farcelo mancare.

infine siamo arrivati a cavalese con un po di ritardo, ma contenti!

Video

4 giorni di montagna

buoni propositi

http://www.acquariofilia.biz/showthread.php?p=1062267394#post1062267394

Lettera al mio stalker #FF #stalkingstalkersday

anlusa78:

e allora ti carico anch’io come se tu fossi davvero una pistola

Originally posted on giramenti:

Caro Daniel,

da diverso tempo ti reputo il mio stalker e spero davvero che tale qualifica non ti offenda. Del resto, sia chiaro, non saprei come altro considerarti: non un ammiratore e nemmeno un semplice utente di Giramenti.

View original 807 altre parole

quando si dice …… governo ladro!

Il Governo ha appena commesso
un atto riprovevole, meschino e
violento. É così, e nessuno in
buona coscienza potrá dire il
contrario. Il Decreto del Ministro
Saccomanni, che sancisce
definitivamente l’assoggettamento
delle sigarette elettroniche, parti di
ricambio e ricariche a un’accisa del
58,5% (oltre a IVA e tasse
ordinarie) e al regime dei monopoli
é un atto degno di una dittatura e
calpesta i diritti dei cittadini, i trattati
comunitari, i principi sanciti dalla
Costituzione, la salute pubblica e
l’interesse stesso dello Stato a solo vantaggio delle multinazionali del tabacco.
Per chi non lo sapesse, infatti, nonostante l’emendamento alla Legge di Stabilitá
approvato dal Parlamento, che prevedeva una tassa dal 25% sulle ricariche con nicotina
ed arbitrariamente depennato dal Governo, per la precisione dal ministro Franceschini,
l’esecutivo ha forzato la mano e ha reintrodotto una gabella che, oltre a far lievitare
insensatamente i costi di un oggetto che é stato finito “salvavita” da luminari di tutto il
mondo in quanto sostituto non cancerogeno del fumo di sigaretta, avrá come diretta
conseguenza la chiusura di tutte le attivitá del ramo fiorite negli ultimi anni. Lo scopo finale
della norma, che non solo tassa il prodotto ma lo assoggetta per intero al regime dei
monopoli al pari del tabacco, é proprio quello di escludere dal mercato i negozi
specializzati che vivono oggi esclusivamente del commercio di sigarette elettroniche.
Infatti, come si evince dal sito dell’AAMS, i prezzi verranno calmierati e i ricavi suddivisi
con una struttura fissa così concepita:

“Se consideriamo, per le sigarette, un prezzo pari a 100 avremo, con i valori arrotondati,
che:

58,5 verranno versate nelle casse dell’ erario a titolo di accisa
17 andranno, ugualmente, allo Stato per il pagamento dell’ IVA
10 ricompenseranno il rivenditore
14,5 costituiranno l’ incasso per il produttore
Come si può evincere lo Stato interviene in modo deciso sui tabacchi lavorati
penalizzandone il consumo con una tassazione che sfiora il 75% del prezzo finale”.

Appare da subito evidente come nessuna attivitá in Italia possa sopravvivere con un ricavo
sul venduto del 10%, a maggior ragione trattando un solo tipo di prodotto come le e-cig,
che tra l’altro sono un genere ancora di nicchia, proprio a causa dell’accanimento, anche
mediatico, con cui se ne é voluto e se ne vuole limitare la diffusione. Con quel magro 10%,
infatti, un’attivitá dovrebbe coprire le spese di affitto di un locale, le tasse su pubblicità,
spazzatura e quant’altro, gli stipendi dei dipendenti, le utenze e, alla fine, pagare tutte le
tasse sul reddito previste che, come noto, ammontano a circa il 50% dell’utile.
Inoltre, sempre sul sito dell’AAMS, si puó leggere, citando: “Come si può evincere lo Stato
interviene in modo deciso sui tabacchi lavorati penalizzandone il consumo con una
tassazione che sfiora il 75% del prezzo finale”. Da ció ne discende, se l’italiano e la logica
di base non sono opinioni, che assoggettando le sigarette elettroniche alla medesima tassazione, “… lo Stato interviene in modo deciso sulle sigarette elettroniche
penalizzandone il consumo con una tassazione che sfiora il 75% del prezzo finale”.
Ma come? I luminari di mezzo mondo, fra cui Umberto Veronesi, sostengono che le
sigarette elettroniche siano un vero e proprio “salva vita” e che, se fossero adeguatamente
incentivate, potrebbero evitare 30000 (si, proprio trentamila, non tremila) decessi all’anno
nella sola Italia per malattie connesse al consumo di tabacco e lo Stato che fa?
“Interviene penalizzandone il consumo”! Ma allora lo si dicesse chiaro, che dobbiamo
consumare, tacere, morire e nulla piú! Questo é il riguardo che i nostri politici hanno per la
vita dei propri cittadini e per la Costituzione, che prevede il diritto alla Salute.
Ma non basta. Non basta per nulla. Per capire quanto dolo ci possa essere dietro a questa
norma che causerá, tra l’altro, la perdita di migliaia di posti di lavoro (e chi scrive
licenzierá, nel proprio piccolo, circa trenta persone, oltre che uscire personalmente
rovinato dalla vicenda), si analizzi anche il contenuto della disposizione. Si parla, senza
pudore e a volto scoperto, di una tassa su “prodotti contenenti nicotina o altre sostanze
idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati, nonché i dispositivi, meccanici ed
elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo”. Risultato? Si
stanno tassando anche batterie, cavetti di ricarica e liquidi senza nicotina, che sono in
tutto e per tutto semplici aromi alimentari! Il tutto, ovviamente, é dovuto al volontario
fraintendimento generato dall’uso del termine “sigaretta elettronica” per indicare qualcosa
che non é nemmeno lontanamente simile ad una sigaretta. Non si possono tassare
batterie al litio come quelle dei cellulari e dei notebook, dei telecomandi per l’auto e per i
mouse dei computer, senza tassare anche quelle. Non si possono tassare differentemente
prodotti identici fino alla composizione chimica, come un aroma per dolci Paneangeli e un
liquido per sigarette elettroniche senza nicotina. O un cavetto usb venduto da Mediaword
e uno venduto in un negozio di e-cig. Nessuno si rende conto che l’unico discrimine fra i
prodotti é proprio quanto dichiarato dal produttore? E se da domani nei negozi di e-cig
rietichettassero i liquidi e ci scrivessero “aromi alimentari” o vendessero le batterie come
generiche “batterie tampone”, cambiando solo la scatola esterna? Che senso ha tutto ciò?
Ovviamente si tratta di domande retoriche, perché il senso giunge forte e chiaro a chi
abbia un minimo di conoscenza non tanto del settore quanto del mondo. La veritá é che il
Ministro non potrá dire che nessuno aveva pensato a questi dettagli, perché sono mesi
che ne parlano i media, si sperticano le associazioni, protestano le case produttrici, si
fanno manifestazioni e cortei. Se ne sono occupati persino le Iene. Tutti sapevano che non
solo la tassa sarebbe stata iniqua e controproducente (la commissione bilancio si era
espressa contro) ma anche che sarebbe stato illogico tassare cavetti e batterie.
Il messaggio, quindi, é: “io lo faccio lo stesso. Sono lo Stato e faccio il cazzo che voglio, e
tu non puoi farci proprio nulla”.
Lo scopo é generare senso d’impotenza, rabbia, frustrazione, disperazione e
rassegnazione nelle vittime designate, i veri obiettivi da colpire di questa normativa
scellerata: i commercianti di sigarette elettroniche. Gli imprenditori, quelli che ancora
scommettono sull’Italia. Dimostrando che, con un arrogante tratto di penna, si possono
calpestare sogni e distruggere sacrifici di anni.
E poco importa se la normativa in questione é altamente attaccabile, presenta profili
d’incostituzionalitá e illegittimitá, é amministrativamente traballante e anche un TAR
potrebbe prenderla a calci in culo: l’importante é far scappare i pesci dallo stagno.
É proprio come sfidare chi ha fatto delle sigarette elettroniche il proprio lavoro. “Dai, fai
ricorso se puoi”, sembra dire lo Stato, “vediamo dove arrivi e come ci arrivi. Vediamo se
hai la soliditá economica, le conoscenze giuridiche, la forza d’animo necessarie per farmi
la guerra, sapendo che tanto, alla fine, vinco sempre io”. E, in effetti, é così. Anche
ammesso di vincere un ipotetico ricorso in ambito europeo, l’importante sará ció che
avverrá nel frattempo. Prima. Da qui a gennaio. Nel frattempo le attivitá chiuderanno tutte,
senza scampo. E una vittoria di fronte a un organo giurisdizionale non cambierebbe le cose di una virgola. Non ci sarebbe comunque rimasto nessuno a goderne i frutti e
avrebbero vinto comunque i soliti.
Ma chi sono, questi soliti? I poteri forti, il denaro. Quelli che devono guadagnarci sempre e
comunque, solo loro, tutto loro, e poco importa se a scapito della salute altrui. In questo
caso, le multinazionali del tabacco e le farmaceutiche, oltre alla piccola lobby a rimorchio,
tutta nostrana, dei tabaccai. Indovinate, infatti, qual’é la struttura di distribuzione e vendita
giá pronta per ricevere un prodotto siffatto, giá organizzata a lavorare con le accise e che
non deve dipendere solo dagli introiti delle e-cig per la propria sopravvivenza, vendendo
nei propri locali giá una miriade di prodotti e servizi? Esatto, la rete delle tabaccherie, che
peraltro non hanno interesse alcuno a dissuadere i propri clienti dal vizo del fumo, posto
che le ricariche per sigarette elettroniche, per loro natura, sono ben meno redditizie. E
indovinate ancora chi sta per lanciare sul mercato (anzi, ha giá lanciato in molti paesi, per
la veritá) le proprie sigarette elettroniche usa e getta, di scarsa qualitá ma di basso costo,
che ben si prestano ad attagliarsi alla tassa concepita dal Governo, che pare scritta
apposta per loro? Esatto! Philip Morris, Reynolds e compagnia bella. E chi sará,
indirettamente avvantaggiato, che potrá continuare a vendere rimedi per bronchiti,
enfisemi, psicofarmaci pericolosi per dissuadere dal fumo, cerotti alla nicotina e cure anti
tumorali? Le multinazionali farmaceutiche.
Questo é dunque lo scenario dolosamente costruito: chiusura di tutti i negozi fisici di
sigarette elettroniche dove acquistare le convenienti, riutilizzabili e performanti sigarette
elettroniche ricaricabili (in grado, non sia mai, di far davvero smettere di fumare) e
capillare diffusione in tutti i tabacchini di e-cig a basso costo ma usa e getta (quindi, a conti
fatti, molto ma molto ma molto più costose), di infima qualitá e che diverranno cumuli di
rifiuti pericolosi da smaltire. Con buona pace del libero mercato, dei posti di lavoro,
dell’ambiente, della salute pubblica, degli imprenditori che si suicidano e della crescita.
E questo senza parlare dei produttori di sigarette elettroniche e liquidi, un settore tutto
nuovo dove abbiamo giá creato delle rinomate eccellenze italiane (siamo i piú forti al
mondo, nei liquidi di ricarica), che attualmente esporta e produce e che, tra breve, andrá in
rovina. Altri disoccupati, altri imprenditori rovinati, altre famiglie disperate, altre tasse che
non verranno incassate. Questo tracollo coinvolgerá, ovviamente, tutto l’indotto del
settore. Da chi produce gli imballi a chi vende i macchinari necessari per la fabbricazione
dei liquidi. Quindi altri posti di lavoro persi, fatturati in calo, aziende in crisi.
Ma sapete qual’é la parte piú divertente di tutto ciò? É che, per questa norma, lo Stato
potrebbe ritrovarsi anche a pagare sanzioni comminate dalla Comunitá Europea, in quanto
adottata in aperto spregio del trattato dell’Unione Europea e di quello sul Funzionamento
dell’Unione Europea (articoli 30 e 31, per chi fosse interessato). Il che, ovviamente,
equivale a dire che NOI cittadini dovremo pagarle.
Ci sarebbe molto, molto altro da dire, ma un’idea chiunque può essersela fatta. Per i piú
duri di comprendonio, ad ogni buon conto, sintetizzo: siamo di fronte a una norma
arbitraria, illegittima e illogica, controproducente, che non otterrá i risultati per cui dovrebbe
essere stata pensata ma l’esatto opposto e che, tassando in spregio al buon senso e a
ogni criterio di ragionevolezza ed equità della pubblica amministrazione materiale elettrico
e aromi alimentari con una gabella folle, nonché appesantendone il commercio con
pastoie burocratiche inestricabili, determinerá a breve in maniera volontaria la perdita del
posto di lavoro per decine di migliaia di persone, causando nel mentre il rischio di sanzioni
a carico dell’Italia, il tutto per avvantaggiare un pugno di multinazionali, fregandosene dei
cancri della gente e degli appelli dei luminari come Veronesi.
Beh, in effetti non é un riassunto molto conciso ma, a leggerlo tutto d’un fiato, fa una certa
impressione, non é vero?
Ma su, in alto i cuori. In fondo c’é anche di sorridere. Per esempio, leggendo la parte del
decreto ministeriale che, con incredibile faccia tosta, dichiara candidamente che: “… é necessario provvedere all’adozione del citato provvedimento per la regolare distribuzione
dei prodotti succedanei dei prodotti da fumo”!
Noi, in realtá, stavamo bene pure senza e distribuivamo sereni, ma grazie lo stesso.
Ci prende pure in giro, Saccomanni! Che burlone…
La veritá, e concludo, é che lo Stato é diventato un nemico. Un prepotente avido e
attaccabrighe, da cui nascondersi o cercare di difendersi alla bella e meglio. Un rapace
che (e cito tutti fatti a me realmente accaduti nel corso degli ultimi 3 anni) ti crocifigge con
accertamenti fiscali per il solo fatto di aver acquistato una casa normalissima con un
mutuo di 25 anni, un despota che ti blocca lo stipendio a tempo indefinito se sei
dipendente pubblico, un arrogante che ti punisce se decidi d’investire e fare impresa in
Italia, non solo con una fiscalitá feroce ma anche con un regime come quello delle sas,
capace di farti pentire di aver avuto utili e la malaugurata idea d’investirli, un vampiro che ti
salassa con almeno due contravvenzioni al mese se osi usare un mezzo di locomozione
privato, per il quale però pretende il pagamento di tasse d’ogni sorta, dall’acquisto al
possesso al carburante, fino a quelle truffe legalizzate che sono le RCA in Italia, un
usuraio che ti fa pagare caro il privilegio di mandare i tuoi figli a scuola e all’asilo, dove
devono andare portandosi perfino la carta igienica da casa (e che, in ogni caso, non ti
evita le ronde dei vigili che, come squali attorno a un bastimento che affonda, si aggirano
a caccia di contravventori proprio al momento di andare a prendere i bambini con l’auto in
seconda fila perché di parcheggio, che comunque costa 2,5 euro, non ce n’é), un bullo
che, infine, se hai la perversa idea di ostinarti a voler investire nel tuo paese, creare posti
di lavoro sfruttando la forza d’idee fresche, originali – che so, le sigarette elettroniche, ad
esempio – é capace di… È capace di…
Beh, che fa, glielo spiega lei, ministro, cos’é capace di fare, lo Stato?

Ma noi terremo dritta la rotta e alti gli animi. Lavoreremo giorno e notte, faremo il nostro
dovere e anche di piú. Per noi, i nostri figli e per le generazioni che verranno.

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